Confusa e Felice

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giovedì, febbraio 21, 2008

Camminiamo
sopra uno specchio
senza mercurio,
sopra un cristallo
senza nuvole.
Se gli iris nascessero
al contrario
se le rose nascessero
al contrario
se tutte le radici
guardassero le stelle
e il morto
non chiudesse gli occhi
saremmo come cigni.

(F. G. Lorca)


Ho sognato un grande fascio di luce che mi passava attraverso. Dal cielo arrivava sulla mia testa, giù per il collo, il cuore , i polmoni, lo stomaco, il fegato, i reni, le ossa. Passava, mi attraversava. Una voce mi chiedeva di vedere dove andava a finire, che di sicuro finiva al centro della terra e risaliva su di nuovo. Ma non era così che andava. Il fascio di luce passava e si fermava, anzi no, deviava. Deviava la sua corsa una volta arrivato a terra, oltre i miei piedi. Sbatteva sull'erba, deviava e ricominciava a salire. "Chissà dove va..." ho pensato, " e chissà perchè non va diritto giù al centro della terra per poi tornare in me."
Un senso di angoscia mi ha invaso, lo stomaco si è stretto. Poi la voce fuori campo mi ha detto di non preoccuparmi, di lasciare che il fascio di luce andasse un po' dove voleva, che non era un problema. Che di sicuro avrebbe deviato ancora una o due o tre volte, ma che alla fine facendo il giro sarebbe rientrato dalla mia testa.

venerdì, febbraio 15, 2008

che ne sarà di me?


Meglio non pensarci, continuare a sognare, farsi trasportare dai pensieri belli, pensare solo a tutte le cose belle che mi sono successe in Reparto, alle amicizie scoperte lì, dove sembrava impossibile, agli affetti, ai bambini che sono sempre belli. Che trasmettono sempre qualcosa, che hanno sempre qualcosa di fantastico da dire, anche se quella cosa è una parolaccia. E’ così. Io posso pure stirare la mia vita con una piega diversa da quella che sognavo, ma Dio mi perdonerà per questo? Per non aver portato avanti quello per cui mi ha messo al mondo. E lo chiamo Dio, questo senso di fallimento perché non so che altro nome dargli. E’ qualcosa di più forte di me, della gente e dei lavori che fanno tutti, della vita che fanno tutti. Forse solo perché si tratta della mia vita…mah! E’ qualcosa che va oltre…oltre la mia voglia di lavorare, la mia voglia di andare avanti, oltre i consigli delle persone che mi stanno accanto, oltre soprattutto i loro inutili giudizi. Oltre la forza di volontà, oltre la tenacia, oltre l’audacia. E’ una nota che ho dentro, direbbe Baricco. E’ oltre tutto, oltrepassa anche me. Non è razionale, non arriva da nessuna parte e non so dove è diretta. So solo che mi passa attraverso e mi chiede disperatamente di non lasciarla passare inosservata!!