Confusa e Felice

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giovedì, febbraio 16, 2012

Ancora in piedi

Tutto sta per cambiare di nuovo e allora mi torna la voglia di vivere...e di scrivere.
Si conclude un nuovo ciclo e sebbene in una parte di me si affacci la paura dell'ignoto, dall'altra la necessità di rimettersi in viaggio ha la meglio. La vita è un moto perpetuo che cambia ad ogni passo e ci trasforma e si trasforma con noi e a volte prende pieghe che non avremmo mai immaginato.
Sebbene un po' più vecchia e un po' più stanca...non sono ancora arresa e amo credere che qualcosa di fantastico può ancora avvenire...

martedì, aprile 06, 2010

Anima, dove sei?

Nascosta sotto l'elettricità di un neurone, imprigionata tra le pareti del cranio o forse libera anccanto a me in questa stanza. Fuori di me e pure in me.
Anima dove sei?
Nessuno riesce a spiegarselo. Forse frutto davvero della biochimica del nostro cervello? Non ci credo. Molti tentano di ridurti a qualche molecola ma nessuno ancora ci è riuscito...forse perchè sembri sfuggirci con la morte. E' allora che ci spieghiamo almeno, o ci illudiamo di spiegarci dove vai a finire...dove va la nostra biochimica. Nella tomba.
Eppure io non credo che tu sia neanche là.
Tu sei la nostra parte divina. Non so dove, non so perchè, ma tu esisti e non sei parte del corpo, no. Tu sei molto di più. Arrivi prima e te ne vai per ultima.
Molti ti temono e anche io a scrivere di te ho un po' paura. Perchè nessuno ti conosce veramente. Sono tutti convinti che solo ciò che si riesce a spiegare esiste. Ma non è così.
Nessuno sa da dove vieni e dove vai a finire, ma tutti ti sentono passare.

lunedì, febbraio 15, 2010


Passa sempre troppo tempo tra un post e l'altro...inevitabile. Farei molto meglio a scrivere di più e a parlare meno...tempo e parole sprecate...

l'ideale sarebbe scrivere e URLARE...un urlo secco però, uno solo, di nascosto...per quanto un urlo possa restare nascosto...
inutile tutto inutile...parlare è inutile, urlare è inutile, se nessuno ascolta.
tu pensi di fare rumore, tenti di provocare una reazione, non per fare solo un po' di casino non costruttivo, ma perchè speri che qualcosa possa migliorare. Stando zitti non si migliora niente. E invece anche parlare spesso è inutile.
Allora urlo. Solo un urlo, grosso, secco, colossale, privo di parole e senso per chi sente da fuori e si illude che tu sia matta.
Magari serve solo a me e a dilatare i miei polmoni. Degli altri che vogliono ascoltare solo se' stessi...kissenefrega.

martedì, settembre 15, 2009



Un falco guardingo mira l'orizzonte,
col vento in faccia, sopra il monte.
Vorrei a volte essere come te, falco
malgrado il vento volare in alto.

lunedì, agosto 17, 2009

a piccoli passi


Un passo più lento, uno trascinato, uno talloneggiante, un'altro falciante...e pensare che prima erano tutti uguali. Oggi ad ogni passo corrisponde un profilo...di un vecchieto un po' più arrugginito. E solo a guardarlo da fuori ti sembra già di sentire il peso della sua vita. Come quella vecchietta che ieri al bar raccontava di come aveva passato il ferragosto chiusa in casa. Sono un po' ovunque rintanati, i nostri vecchietti. A godersi la tranquillità della città vuota che nessuno riesce più a sopportare perchè è in queste occasioni che i pensieri fanno più rumore, e diventano insopportabili. E allora per non doverli sopportare i "giovani" come noi alzano il volume, si imbottigliano nel traffico, mandano giù qualcosa di forte, o, meglio ancora se lo fumano... Non so se noi che siamo giovani adesso avremo i passi di questi vecchietti che a poco a poco, tentano di tornare a casa la sera dopo aver comprato il loro litro di latte. Non so se noi avremo la loro tenacia e il loro coraggio, o ci costringeremo a letto per non dover zoppicare, per non dover sentire il rumore del nostro bastone...

lunedì, dicembre 15, 2008

tour o tourette



Tour nell'incoscio, ecco, sto sprofondando, Tu non mangi più. A me sembra di mandare giù bocconi più grandi della bocca, tu non ingoi più neanche una tic tac. perchè? perchè sono costretta a sopportare tutto, anche quello che gli altri non mandano giù, mentre gli altri vivono solo di fragili bocconcini e non si fanno mai male?? Ti capisco, se non hai più voglia di ingoiare niente. Ti rifiuti, è forse l'unico modo che ti resta per opporti a chi vuole imboccarti ancora. Ma rischi che per non darla vinta a loro, non la dai vinta neanche a te stesso. Allora è meglio sputare. Ingoiare un po', e sputare tutto il resto...magari in faccia a chi dico io...

martedì, novembre 11, 2008

linea d'ombra

La vita non cambia per 1000 anni, finchè arriva un giorno in cui cambia tutto all'improvviso. Vorrei aver fatto in tempo a fare più cose con te...avrei potuto imparare ancora molto. Ed ora mi resta qualche libro, preziosissimo, con le tue parole sopra, come un segno premonitore di qualcosa che era già deciso. Solo che noi non lo sapevamo.
Molti non hanno avuto la fortuna di avere dei maestri, grandi e saggi, come l'ho avuta io...ed allora questa linea d'ombra, nella consapevolezza di ciò che di prezioso ho ricevuto, fa un po' meno male. Mi divide da tutto ciò che sarebbe potuto essere, ma non è stato. Pensavo che sarei stata peggio...invece no, perchè è stato già un bene infinito ciò che ho ricevuto. Magari di più non sarei riuscita a contenerne...
ed ora sono al di là di quella linea d'ombra...con un po' di nostalgia.
Il tuo è stato un viaggio fantastico...e per un po' ne ho fatto parte anch'io.
E' strano però, come se ne vadano in silenzio le menti più eccelse...

domenica, settembre 21, 2008

l'alba


e si rinasce, e si ritorna a vivere...perchè la vita è più forte di tutto e di tutti. Non c'è dolore abbastanza grande che la vita non rimargini, non c'è notte abbastanza lunga da non far tornare il sole...prima o poi torna, pure al polo Nord.
E allora vivere è l'unica soluzione a tutto. Vivere ora, vivere l'oggi. Perchè il domani è importante, ma l'oggi è fondamentale. E tutte le occasioni perse che la vita ci da...e che non prendiamo al volo, bhè, quelle non ce le rida indietro nessuno.
E allora viverle è la cosa giusta...
e si rinasce e si ritorna a vivere.

domenica, settembre 14, 2008

uno e molteplice

Allegra, acida, sorridente, depressa, incazzata, serena, confusa e convinta…sono sempre io. Né bianco, né nero, né giorno né notte…entrambe le cose…sono sempre io. Morta, fracassata, ferita, battuta, vinta, persa, risorta…sono sempre io. E non sono ancora stanca, non sono ancora arrivata ad essere una cosa sola…sono un po’ di tutto, e a volte un po’ di niente…sono sempre io. E chi lo dice che bisogna essere una cosa sola? Meglio portarsi dentro tutto ciò che può esserci utile durante il viaggio…il bagaglio pieno di ciò che siamo stati, ma potremmo essere ancora, lo sguardo rivolto verso ciò che saremo e non avremmo mai pensato di essere.

mercoledì, settembre 03, 2008

ancora viva


Bzz...bzz..errore di trasmissione...bzz...bzz...si deve essere inceppato qualcosa...ah no! è solo il mio cervello che pensa...ma sono ancora viva!

venerdì, marzo 14, 2008

che Cambogia!


Trent'anni fa, poco prima che io nascessi, in Cambogia furono uccise migliaia di menti pensanti (notizia a me sconosciuta prima di un viaggio dei miei in quei posti...). Un milione e settecento persone più o meno, la maggior parte studenti universitari (ed io non ne sapevo niente...). E allora mi chiedo fino a che punto può arrivare la cattiveria umana. Fino a quali livelli giungono la rabbia umana e la brutalità. Siamo fatti di ali e di merda...possiamo sempre scegliere, ma a volte la bestialità vince. Così ha vinto nei campi di concentramento, dove sono stati testati tanti esperimenti terribili sull'uomo (di cui noi, fra l'altro, beneficiamo...). E allora mi vergogno di far parte del genere umano e vorrei solo che il mondo si fermasse un momento per fare silenzio, e in quel silenzio PENSASSE a dove ci sta portando questo genere "umano". Sono tante, troppe ancora le brutalità che esistono nel mondo, e le si vedono nelle piccole cose. La cultura, il sapere, l'apertura di mente spaventano gli inetti, gli stupidi , i violenti.
E dunque prima di scegliere la merda, ricordiamoci delle nostre ali e non stanchiamoci mai di pensare...

giovedì, febbraio 21, 2008

Camminiamo
sopra uno specchio
senza mercurio,
sopra un cristallo
senza nuvole.
Se gli iris nascessero
al contrario
se le rose nascessero
al contrario
se tutte le radici
guardassero le stelle
e il morto
non chiudesse gli occhi
saremmo come cigni.

(F. G. Lorca)


Ho sognato un grande fascio di luce che mi passava attraverso. Dal cielo arrivava sulla mia testa, giù per il collo, il cuore , i polmoni, lo stomaco, il fegato, i reni, le ossa. Passava, mi attraversava. Una voce mi chiedeva di vedere dove andava a finire, che di sicuro finiva al centro della terra e risaliva su di nuovo. Ma non era così che andava. Il fascio di luce passava e si fermava, anzi no, deviava. Deviava la sua corsa una volta arrivato a terra, oltre i miei piedi. Sbatteva sull'erba, deviava e ricominciava a salire. "Chissà dove va..." ho pensato, " e chissà perchè non va diritto giù al centro della terra per poi tornare in me."
Un senso di angoscia mi ha invaso, lo stomaco si è stretto. Poi la voce fuori campo mi ha detto di non preoccuparmi, di lasciare che il fascio di luce andasse un po' dove voleva, che non era un problema. Che di sicuro avrebbe deviato ancora una o due o tre volte, ma che alla fine facendo il giro sarebbe rientrato dalla mia testa.

venerdì, febbraio 15, 2008

che ne sarà di me?


Meglio non pensarci, continuare a sognare, farsi trasportare dai pensieri belli, pensare solo a tutte le cose belle che mi sono successe in Reparto, alle amicizie scoperte lì, dove sembrava impossibile, agli affetti, ai bambini che sono sempre belli. Che trasmettono sempre qualcosa, che hanno sempre qualcosa di fantastico da dire, anche se quella cosa è una parolaccia. E’ così. Io posso pure stirare la mia vita con una piega diversa da quella che sognavo, ma Dio mi perdonerà per questo? Per non aver portato avanti quello per cui mi ha messo al mondo. E lo chiamo Dio, questo senso di fallimento perché non so che altro nome dargli. E’ qualcosa di più forte di me, della gente e dei lavori che fanno tutti, della vita che fanno tutti. Forse solo perché si tratta della mia vita…mah! E’ qualcosa che va oltre…oltre la mia voglia di lavorare, la mia voglia di andare avanti, oltre i consigli delle persone che mi stanno accanto, oltre soprattutto i loro inutili giudizi. Oltre la forza di volontà, oltre la tenacia, oltre l’audacia. E’ una nota che ho dentro, direbbe Baricco. E’ oltre tutto, oltrepassa anche me. Non è razionale, non arriva da nessuna parte e non so dove è diretta. So solo che mi passa attraverso e mi chiede disperatamente di non lasciarla passare inosservata!!

martedì, gennaio 22, 2008

Se il mondo impazzisce...


Se il mondo impazzisce io voglio rimanere savia...savia ma non al punto da sopperire.
Se il mondo impazzisce io mi riallaccio le scarpe e parto per un'altra meta.
Se il mondo impazzisce io non voglio perdere il mistero suo più vero.
Se il mondo impazzisce non resterò attonita a guardare.
Se il mondo impazzisce io resterò quella che sono ad aspettare che cambi,
e quando il mondo tornerà normale io mi slaccerò le scarpe e inizierò a volare.

giovedì, ottobre 18, 2007

In attesa...



In attesa di qualcosa che forse non arriverà mai. In attesa di qualcuno...non più. In attesa di perdere ancora altre occasioni, di vedere per una volta realizzarsi i propri sogni. In attesa che sia fatta giustizia, che ci sia una spiegazione per tutto ciò che è ancora inspiegabile. In attesa. Mi sento così. In continua attesa, senza un pancione... sono gonfia solo dentro e a volte credo che non si veda dal di fuori quanto ho le scatole gonfie di questa attesa...in attesa del colpo che farà centro, del goal che farà la vittoria, dell'idea che farà la differenza, del giro di fortuna che passa di qua, della botta di culo o Provvidenza che mi sorride. In attesa, gonfia, esausta a volte demoralizzata a volte piena di speranza. Sempre viva. In attesa, vigile, forse un po' nervosa, con gli occhi, le orecchie e le guance accese...una luce accesa...per non farsi sorprendere assonnate nel momento tanto atteso...

mercoledì, agosto 08, 2007

Agosto in città


Vorrei essere te e la città che saluti ogni mattina...vuoti e comunque caldi. Traditi, delusi ma sempre raggianti di sole.
Vorrei essere te, Agosto, disteso al mare, in cammino in montagna, con i piedi a mollo in un torrente.
Vorrei guardarti negli occhi senza bruciarmi per cercare di capire dove trovi tanta energia per dare calore ad una terra che neanche ti rispetta, che non ti sta vicino, che non ti tiene compagnia. Ma io di te mi voglio fidare, perchè il calore che emani lo sento davvero, non fai come tanti che si fingono come te, ma in verità sono tanto freddi. Freddi e calcolatori. Sono la maggior parte, e sono proprio loro che affliggono chi come noi, vorrebbe donare solo la propria luce, il proprio calore.
Ti saluto Agosto...sarai un mese lungo per chi resta in città...ma non sei solo.

venerdì, luglio 20, 2007

a stretto contatto col Cuore


Ho perso il concorso. Era il mio anno, probabilmente, anzi quasi di sicuro, la mia ultima occasione per realizzarmi nel lavoro che ho sempre sognato.
Molti si vendono anche l'anima al diavolo per vincere questo concorso, io volevo solo apprendere il più possibile. E l'ho fatto. Più imparavo e più sfumavano innanzi a me le possibilità di vincere. Molti perdono la coscienza per questo concorso. Molti perdono un sacco di soldi per questo concorso. Molti vanno talmente lontano per questo concorso che quando lo vincono non si ricordano più chi erano quando sono partiti. Partono con una bussola e se la perdono per strada. Molti perdono il buon senso, altri la dignità di uomini liberi, indipendenti, con la possibità di esprimersi come vogliono e di apprendere nel modo che loro ritengono più consono per loro stessi.Alcuni si subaffittano l'anima per non doversela sentire vuota dopo aver fatto tutto l'illecito possibile ed anche l'impossibile per vincere questo cavolo di concorso. Molti ci perdono un po' del loro cuore.
Io ho perso solo il concorso. Cazzo che fortuna! Il mio cuore, la mia anima, la mia libertà sono ancora qui a portata di mano. Anche i miei sogni, un po' più sbiaditi.
E penso...che forse c'è solo un motivo per rinunciare ai propri sogni, quello di mantenersi la propria anima, libertà di espressione e, soprattutto, il proprio cuore.

venerdì, giugno 15, 2007

I pilastri


n°1 alzarsi ogni mattina e avere voglia di farsi un caffè;
n°2 viaggiare in metro o in macchina e trovare qualcosa di cui ridere, soprattutto te stessa;
n°3 tenersi stretti i tuoi sogni e rievocarli ogni volta che qualcuno cercherà di distoglierti da loro;
n°4 continuare a sognare se qualcosa non va come speravi che andasse;
n°5 prendere in mano un pennello e colorare tutto come vuoi tu;
n°6 ascoltare e cantare musica;
n°7 commuoversi se succede qualcosa anche di insignificante che ti riempie il cuore;
n°8 mandare affanculo se qualcuno lo richiede...
voltarsi indietro senza piangere...

lunedì, maggio 28, 2007

A volte torna


Sei tu che ti riaffacci quando più nessuno ti aspettava, ospite un po' temuto, da me amato. Vieni a sbatterci addosso la tua polvere, oppure il sole. Sei aria indomabile, senza forma. Non si sa da dove nasci e dove andrai a morire, ma poi in fondo non muori mai se non per rinascere in un altro posto. Molti ti temono perchè tu insegni come si dovrebbe vivere, anche se il tuo modo di vivere uccide. Sempre in moto, mai fermo. Pronto a rimescolare tutto ciò che sembrava stabile, tutto ciò che era deciso. Con 5 minuti distruggi costruzioni di anni di lavoro. Niente vedi, niente ricordi, niente proteggi. Sei al mondo per rimescolarlo dal suo torpore, per risvegliarlo dalle sue ceneri. Ci passi attraverso, ci scuoti l'animo, poi ci riporti giù a confrontarci con tutto ciò che sembrava assodato, per ridargli un senso, per renderlo ancora una volta un po' più speciale. Tu sei il vento, e te ne freghi di ciò che hanno deciso tutti gli altri...non ci stai nella forma che loro hanno deciso di darti...e proprio quando pensano di averti fregato ti rialzi in volo e volteggiando in cielo sei tu a fregare loro.

giovedì, maggio 10, 2007

Imparare a dare i calci


Non ce la farò mai...anzi imparerò presto, perchè in questo mondo sembra proprio indispensabile. Saper dare i calci...non si va avanti se non dai un po' di calci, aiuta te e aiuta l'altro a sapere dove finisce la sua libertà ed inizia la tua. E tutti abbiamo il nostro spazio e ne abbiamo diritto. E non c'è nessuno che merita il nostro spazio, perchè è solo nostro. E allora mi possono dare tutti i calci che vogliono ma io non mi sposto. Non so se imparerò mai...se riuscirò a salire di grado a capoeira o se rimarrò in eterno in difesa. So che le lotte si fanno coi calci, ma so anche che a volte la comprensione e gli abbracci seppelliscono i muri più alti...e sogno di quel muro seppellito da quell'abbraccio, poi con le lacrime agli occhi razionalizzo e decido di rimettermi sotto ad allenarmi coi calci.

martedì, aprile 24, 2007

grandi sogni - piccola testa, peccato!


Dormire pensare sognare pur essendo svegli, avere mille sogni e mille idee per la testa senza riuscire a concretizzarli perchè troppo grandi, perchè troppo evanescenti. Eppure avere la risposta dentro come un martello che ti schiaccia chiodi ovunque a ricordarti quello per cui sei nata, quello per cui val la pena vivere e forse anche morire.
A volte temo che questa irrequietezza non si plachi mai e mi chiedo come fanno le persone comuni...quelle che hanno fatto tutto al momento giusto, che hanno fatto figli, hanno vinto concorsi e si sono laureate nei tempi giusti, quelli che non hanno mai fatto i conti con l'imperfezione delle cose, con la coda per il numeretto per la propria carta d'identità, per il proprio futuro, quello che gli sarebbe spettato senza doverlo cedere a nessuno. Forse dipende da dove si cresce, chi cresce su un muretto di periferia è abituato a vedere le cose piccole, come quelle scritte che lasci su quel muretto. Chi cresce in una casa grande, in una macchina grande e più cresce e più si vede arrivare, pur senza aver fatto niente per meritarle, cose grandi, deve avere come unica convinzione che tutto arrivi facilmente senza fare niente per meritarlo. E la maggior parte di quelli che vincono i concorsi che faccio io sono così...non tutti certo, ma la maggior parte. E non puoi neanche prendertela con loro, tu fai a botte per prendere il numeretto e loro percorrono la via preferenziale di chi non conosce neanche la macchina che da i numeretti...che buffo! E pensare che la vita ti accade anche mentre aspetti quel numeretto, mentre osservi la tenacia di una vecchia che a mala pena sta in piedi o il volto stupito di uno straniero che non comprende la realtà che lo circonda, schiacciandolo.
Non so se sono io a perdere più occasioni di vivere mentre faccio la fila oppure loro che la fila non l'hanno mai dovuta fare.

giovedì, marzo 08, 2007

Per chi piange




C'era una volta un piccolo seme che amava tanto il calore del sole, e sapeva quanto questo fosse necessario per la sua vita. Però capitava anche a lui, a volte, di ritrovarsi al buio, allora temeva di non sopravvivere. Pensava infatti che solo il sole potesse farlo fiorire e crescere. Così un giorno, arrivò la nebbia, e il piccolo seme si spaventò, ma continuò a sperare. Passò di lì una lumaca che lo incitò a non arrendersi e per sconfigere la paura il piccolo seme iniziò a cantare. Il giorno dopo arrivarono dei nuvoloni grigi, e il seme si ricoprì di terra. Passò di lì un lombrico che gli rimase vicino finchè le nuvole non andarono via.
Passò il tempo e arrivarono giornate buie, in cui il sole sembrava non uscire più. Passarono molti amici, ma malgrado loro, il seme si sentiva triste, sempre più triste, e, chiuso in terra, cominciò a piangere. Poco dopo sentì da fuori piovere...il seme continuava a piangere e a sfogarsi...
Passarono anche i giorni bui, tornò a splendere il sole. Il seme pensava di essere chiuso ancora sottoterra. Quando fece per aprire gli occhi un raggio di sole lo abbaiò. Forse per la pioggia forse per l'acqua delle sue lacrime, il seme era diventato un bellissimo fiore.

lunedì, marzo 05, 2007

Incontro al buio


Si incontrano sempre più spesso...lì al buio...e ci restano ore, sempre troppo poche. Si perdono nel buio e nel tempo della loro passione che cresce a poco a poco. E se qualcuno gliene chiede il motivo forse non saprebbero neanche spiegarglielo. Il tempo finisce e ricomincia in quel buio...quando sono lì sembra non se ne siano mai andati. Lì ritrovano sè stessi e si riconoscono più piccoli di quanto non siano e il giorno dopo si ritrovano in mano i frutti di quella notte e con quelli in mano sorridono ai ricordi..è una passione crescente che a poco a poco invade chi gli è accanto. Il giorno si consuma e muore l'ultimo raggio di sole e loro, quelli della notte, si richiudono nella camera oscura per dar vita a ricordi in bianco e nero.

E' troppo bello...

venerdì, febbraio 16, 2007

Sottosopra



C'è chi usa violenza e chi muore a causa di questa. Io non riconosco più il mondo in cui credo di essere cresciuta. Ogni bene si trasforma in male se male lo utilizziamo...anche internet. C'è una violenza in tutto che mette paura. Allo stadio, per strada...anche nelle nostre case. E negli animi di chi ci circonda non sappiamo cosa si cela. Siamo dei robot ad orologeria che prima o poi qualcosa farà scoppiare. Perchè? Forse perchè passiamo più tempo a chiuderci in noi stessi che a tirarcene fuori per esprimere agli altri ciò che siamo e che vogliamo. Ci lamentiamo tanto che gli altri non ci capiscono ma neanche noi ci conosciamo davvero, e un giorno o l'altro ci facciamo male, o ancora peggio, facciamo male a qualcuno che non c'entra niente...poveri bambini che stanno crescendo in un mondo che non meritano affatto. La violenza uccide tutto, e soffoca le passioni sincere...dovrebbe sublimarsi nelle passioni, invece che accade? Non abbiamo passioni abbastanza forti da cambiare il mondo e ci vendichiamo con la violenza...

venerdì, febbraio 09, 2007

Volere volare


E su tutto d'un fiato a scoprire il mondo con un viaggio. Il viaggio più lontano è dentro noi stessi ovunque noi siamo o siamo diretti. Spaziare sopra le nuvole come su una coperta di lana bianca sopra ad un pavimento azzurro...come il cielo. Volare su una nuvola e diventare la nuvola stessa...senza forma , leggera, senza consistenza, libera, senza costrizioni di spazio e tempo, essere aria ed essere intoccabile. Essere ovunque e nello stesso momento ferma, almeno in apparenza. Essere quello che si vuole essere e gridarlo al mondo da lassù, in silenzio. Bello viaggiare...senza mai arrivare a una meta, ad un equilibrio alcuno...perchè non c'è equilibrio in certe vite che cominciano squilibrate e non c'è pace in certe anime inquiete. Andare ovunque cercando di contenerlo e scoppiare nel tentativo... perchè non si può racchiudere ciò che non ha consistenza, come non si può racchiudere un sentimento o una sensazione, neanche in sè stessi.
E non si può sperare di gioire una sola volta, di piangere una sola volta di amare una sola persona. Sentire tutto il mondo dentro sè stessi battere e volere morire ad ogni battito troppo veloce ma riuscire a rinascere in quel piccolo battito che ha il nostro stesso ritmo...e contare tutti i battiti del cuore...col cuore all'unisono, col cuore in dissonanza...continuare ad ascoltare...quella melodia che ci sbatte a terra e che poi ci fa volare...

giovedì, gennaio 11, 2007

Pegaso fa le valigie


Chi va a piedi, chi in bici, chi a cavallo...certo a cavallo ce ne sono in pochi...ma io l'ho trovato!Cavolo i principi vanno a cavallo e io volevo il principe con tutte le mie forze!! Lui era a cavallo ed il difficile era capire dove cominciava l'uno e finiva l'altro, o viceversa. Certo la criniera lui non ce l'ha, ma l'animo...e come un Fulmine a volte, mentre parlo o scrivo o lavoro lo senti che corre via a fischiare col vento sui prati dall'erba alta. Lo vedi sdraiarsi incurante della terra sporca per grattarsi un po' la schiena. Lo senti libero come l'aria, come il vento, come l'acqua del lago in cui si specchia. Anche se è dentro al suo ufficio davanti ad un monitor. Una parte di lui è lì fuori, lontana. E chissà quanti posti ha visto che io con lui non vedrò mai. Ha scalato vette e toccato la neve più in alto, ha saziato la sua sete con l'acqua dei ruscelli e chissà quanti tramonti e quanti panorami.
A volte se ne vanno...tutti. Per la loro strada. Perchè qualcosa li aspetta. E tu ti ritrovi a cavalcare solo, ma non lo sei, perchè hai ancora quel fischio, quell'erba, quell'acqua e quella terra e quel tramonto negli occhi e nel cuore...e se mi guardi negli occhi e ti avvicini abbastanza, li sento anch'io.

martedì, gennaio 02, 2007

gli antipodi sono "isopodi"


le costellazioni si inseguono durante le stagioni e ci sono stelle che non si incontrano mai...eppure sono fatte della stessa luce, magari a distanza di anni luce, ma sono sempre le stesse...così siamo noi, a volte, quando ci rincorriamo nella speranza di non incontrarci con persone che odiamo forse solo perchè ci ricordano troppo noi stesse...e così coppie che sembravano eterne, nonchè amici fedeli si distruggono vicendevolmente, forse nel tentativo di fare fuori una parte di loro, la più misconosciuta e odiata. E il per sempre diventa mai più (come in quella canzone...). E si sta male, per aver creduto di stare bene prima, quando in realtà forse stavamo male prima ma fingevamo di stare bene...e ciò che ci sembrava diverso da noi prende le nostre sembianze, e ciò che odiamo degli altri è ciò che odiamo di noi...

giovedì, dicembre 07, 2006

La magia del vento


Lui è l'acqua, lei il fuoco, se si toccano si prosciugano o si spengono...bel problema. Lui farebbe di tutto per non farle male ma non ci riesce...lei vorrebbe essergli più vicina ma al tempo stesso ha paura. Lei ha sete di lui ma non può berlo. Perciò si guardano, si ascoltano e restano lì, incantati dalla vita senza viverla.
Ad un tratto però ecco il vento...sfiora lei, smuove lui. Lo smuove quel tanto che basta per asciugargli l'onda ma non il corpo, la sfiora al punto da non renderla ardente, ma quasi, se pure è impossibile, fresca. Allora l'incanto si genera e lui può toccarla e lei può accarezzarlo senza farsi male...e la magia diviene realtà e il sangue si mischia all'acqua, e il fuoco continua ad ardere senza bruciare e l'acqua si asciuga un po' senza prosciugare.
Ora si guardano, si ascoltano e si tengono per mano...è il vento che fa magie...

giovedì, novembre 23, 2006

To be or not to be



Essere o non essere, andare o restare, piangere o ridere, vivere o morire. Non si può essere mai troppo stanchi da rimandare una scelta a un domani che sa di futuro lontano. La vità è nella scelta che faccio ogni momento. E' nel vivere o lasciar morire la sensazione che accompagna un momento, bello o brutto che sia. Se si lascia morire anche una sola sensazione, come pure un sogno, si uccide se stessi piano piano. Allora è meglio rischiare di morire per la scelta sbagliata che morire comunque per aver ucciso un nostro sogno. Il sogno è l'unica realtà che ci rende vivi. Ed è indifferente dal suo realizzarsi o meno. Ha senso solo già perchè esiste nel cuore e ce lo scalda un po'.

mercoledì, novembre 08, 2006

Via dal nido



Cos'è che ci spinge oltre e ci invita a non fermarci? Cos'è questa voglia di andarsene, indipendentemente dal luogo, indipendentemente dal sapere o meno il perchè...andarsene e basta! Sembra quasi che sia la sola parola o il semplice verbo ad affascinarci...come se avesse il sapore di qualcosa di lontano, da scoprire, da odiare o amare. Perchè uno a un certo punto se ne deve andare...forse per avere un giorno il privilegio di tornare diverso, forse per la voglia di non tornare, forse perchè è alla ricerca di qualcosa di preciso o forse non sa cosa sta cercando, forse per sbattere la porta in faccia al passato che il luogo da dove parte rappresenta, forse per dimostrare al mondo che se la saprà cavare...forse per dimostrare a se stesso che è un uomo. Quando si parte, se si parte davvero, non si sa dove si arriverà...io so però che la mia vita è un cerchio, e il punto dove sto ora è la mia meta di ieri, ed è probabile che il mio prossimo punto di partenza mi riconduca dove sono arrivata prima di approdare qui...la mia vita mi insegue, e non c'è posto abbastanza lontano dove non possa raggiungermi, non c'è meta che lei non sappia già, perchè lei è lì ad aspettarmi, e io non decido niente se lei non lo sa già prima di me. Io parto e a un certo punto è lei che sta lì ad aspettarmi proprio dove non credevo di arrivare...faccio tanta strada ma è sempre lì che torno...perchè in realtà io non faccio la vita che voglio, ma molto di più, è la vita che ha scelto me. E allora posso andarmene un po' dovunque perchè seppure io mi perdessi, la mia vita sarebbe ad aspettarmi lì dove mi sono persa, e dove non avrei mai pensato di arrivare.