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giovedì, febbraio 21, 2008

Camminiamo
sopra uno specchio
senza mercurio,
sopra un cristallo
senza nuvole.
Se gli iris nascessero
al contrario
se le rose nascessero
al contrario
se tutte le radici
guardassero le stelle
e il morto
non chiudesse gli occhi
saremmo come cigni.

(F. G. Lorca)


Ho sognato un grande fascio di luce che mi passava attraverso. Dal cielo arrivava sulla mia testa, giù per il collo, il cuore , i polmoni, lo stomaco, il fegato, i reni, le ossa. Passava, mi attraversava. Una voce mi chiedeva di vedere dove andava a finire, che di sicuro finiva al centro della terra e risaliva su di nuovo. Ma non era così che andava. Il fascio di luce passava e si fermava, anzi no, deviava. Deviava la sua corsa una volta arrivato a terra, oltre i miei piedi. Sbatteva sull'erba, deviava e ricominciava a salire. "Chissà dove va..." ho pensato, " e chissà perchè non va diritto giù al centro della terra per poi tornare in me."
Un senso di angoscia mi ha invaso, lo stomaco si è stretto. Poi la voce fuori campo mi ha detto di non preoccuparmi, di lasciare che il fascio di luce andasse un po' dove voleva, che non era un problema. Che di sicuro avrebbe deviato ancora una o due o tre volte, ma che alla fine facendo il giro sarebbe rientrato dalla mia testa.