Confusa e Felice

Nome:

martedì, ottobre 31, 2006

In metro

Fortuna che l'ho presa al volo...non posso crederci c'è anche un posto a sedere. Qui di fronte ho una giapponese che sta mangiando un panino più grane di lei...che buffa, si guarda quel panino un po' intimorita, sembra quasi che ne abbia paura. Ma chi è che urla? Oh! e' quella ragazza al cellulare, sta litigando col suo ragazzo, suppongo, ma come fa a prenderle il cellulare pure qui sotto? Ma che si urla? Io dico, ma vuoi che tutti sappiamo per forza che Daniele ti tratta male, che stai andando a lavoro e che non vuoi che lui ti rovini oltremisura la tua giornata già storta? Vabè...e tu ancora che mangi il panino? Sarà che io ci metto 5 secondi per spazzolarmene via uno...si vede che è l'ora di pranzo, un'altra signora laggiù sta addentando una pizzetta. In effetti anche il mio stomaco brontola un po'...dovevo avere in borsa un...succo! Eccolo qua! Due minutini ed è gia un ricordo, invece la giapponese ancora non ha finito. Oggi è una bella giornata, non vedo l'ora di risalire dal sottosuolo. La giaponese scende...dopo 12 fermate ha ancora il suo pannino fra le mani, non posso crederci!! Vicino al suo posto intanto una ragazza saluta qualcuno che piano piano si avvicina e si siede al posto della giapponese. Sembra contenta della compagnia, non fa altro che ridere a qualsiasi cosa che dice il ragazzo che gli si è seduto accanto..deve piacerle proprio...eppure non è un granchè, vestito un po' a caso, sembra uno di quei tipi che vogliono essere trasgressivi a tutti i costi, senza poi riuscirci tanto. Come se la ride lei...oh! Ecco la mia fermata, volevo vedere come andava a finire ma... meglio così, sono finalmente arrivata!

venerdì, ottobre 27, 2006

Prima regola: acqua ed olio.


Ore 9 di mattina, la tangenziale gremita di auto. Niente panico è così quasi sempre, anche se di solito per arrivare alla tangenziale ci metto al massimo 15 minuti invece oggi ce ne ho messi 30...la mia piccola scatola bianca si fa strada fra le altre, ci confondiamo insiema tra la folla...proseguo incurante. Ad un tratto la carrozzeria già abbastanza sporca sembra confondersi dietro una nube di fumo..che proviene...dal mio cofano. A questo punto non so se essere più scocciata per il traffico, preoccupata per il fatto che non arriverò mai in tempo al lavoro o impaurita da quel fumo...decido di non preoccuparmi e vado avanti. Il fumo continua ad uscire...penso a come sarebbe la mia vita senza la mia auto...e comincio a preoccuparmi...penso che devo fare una scelta...sperando non sia troppo tardi ...ma continuo la mia strada come incosciente del fatto che forse mi sto gicando il motore. Quando tutti, in nome della complicità che si crea nel traffico della mattina, cominciano a farmi cenni strani...chi usa le mani, chi il clacson, chi mi dice chiaramente che il mio motore sta fondendo. Ora sono io che prendo fuoco, chiamo papà (povero papà) in preda al panico, cercando un conforto almeno da lui, che mi dica che non è grave...ma non lo fa, mi dice chiaramente di trovare un benzinaio al più presto...sulla tangenziale alle 9 di mattina mentre il traffico impazza??Non so neanche fra quanto sarà la prossima uscita!!! Dopo che l'ultima signora mi ricorda che il mio motore sta fondendo, prendo coraggio ed esco da quel caos. Trovo finalmente un piccolo benzinaio, chiedo a lui di aprire il cofano al posto mio, non ce la faccio...ed ecco da dove viene il fumo...Sì non posso crederci! Non ho fuso il motore, potrò evitare di dannarmi sui mezzi pubblici per un altro po', la mia scatoletta non mi ha abbandonato...
Il fatto è che il giorno prima qualcuno mi aveva cambiato l'acqua al motore e aveva lasciato la piccola tanichetta dell'acqua senza tappo...e il tappo era proprio lì a fianco...bastava richiuderlo.
Prendo nota: controllare acqua e olio (e richiudere bene tutto) almeno una volta al mese...

domenica, ottobre 22, 2006

Quando la carta non ha valore


Strano, ma sempre più comune, affidare i propri pensieri ad un monitor piuttosto che ad un diario. La situazione è sempre la stessa la radio accesa, io poggiata sul mio letto soffice o sulla scrivania, tanti pensieri per la testa da scrivere...ma senza penna nè carta. Come cambia tutto e come lo fa rapidamente. Tutto avanza verso il futuro e la tecnologia, ma certe cose non cambiano mai...la voglia di esprimersi, di condividere sensazioni ed esperienze, la necessità di essere circondati da ciò che conta più di ogni altra cosa, amici, persone, sentimenti veri, reali e sinceri. Nessun contratto o firma può sancire qualcosa che non ha bisogno di essere sancita...eppure ci addanniamo tanto per avere un "pezzo di carta" in più nel nostro curriculum, nella nostra vita. Quanti fogli scritti tra di noi, amica mia, e non sarebbero mai bastati per dirci tutto quello che sappiamo di noi, senza essercelo mai detto...e lo stesso vale per te, amore mio. Più parliamo e più creiamo confusioni, meglio stare zitti ad ascoltarci.
Lasciamo le regole scritte per chi non sa farne a meno, accartocciamo il buonsenso comune, libriamoci sulle nostre ali. Non è un conto che se non torna deve rovinarci la vita, non è un pezzo di carta a darci sicurezza o valore. L'inchiostro indelebile siamo noi con le nostre possibilità e coi nostri sogni, che importa se da qualche parte sta scritto che siamo fuori le regole, che non rientramo nella maggioranza. La carta si brucia facilmente e noi possiamo essere ciò che le da fuoco. Perchè essere carta quando si può essere fuoco?

giovedì, ottobre 19, 2006

Cuori in corsia


Giornata pesante, che si avvia ad una settimana ancora più pesante, perchè composta da tante giornate pesanti...che strano, a me che piace volare leggera. Ma in fondo non ci sono mai riuscita. Perchè il mio lavoro o ciò che sarà il mio lavoro vero, un giorno, e che per ora è quasi solo un sogno, è fatto di giornate pesanti ma necessita di un animo leggero. Quanti sono i bambini che stanno male? Tanti, troppi. Ogni mattina quando arrivo in reparto c'è un papà che sta sempre lì davanti. non riesco a non farmi venire un magone che mi accompagna finchè non lo perdo di vista e non ci voglio più pensare. C'è un papà che ha una bambina di tre mesi e da qualche settimana la vede crescere da dietro un vetro, per obbligo o per paura se ne sta lì dietro e sta in silenzio, come dovrebbe fare ogni padre che lascia crescere sua figla. Guarda e sta in silenzio...e chissà a cosa pensa...pensare, capire, sapere e stare in silenzio...perchè ogni figlio deve trovare la sua strada.
Se penso a quel padre, a quella bimba e a tutti i bimbi che come lei stanno male, se li confronto con la miriade di bambini e ragazzini più meno grandi, straviziati dalla testa ai piedi, mi viene voglia di picchiare qualcuno. Perchè siamo così ciechi davanti alla vita? E soprattutto davanti alla morte? Perchè non riusciamo più a dare valore alle piccole cose e non insegnamo ai nostri figli a fare lo stesso? Perchè non sappiamo imparare dal dolore piuttosto che considerarlo solo un tremendo nemico da cui scappare a gambe levate?
...E con questo pensiero pesante finisco la mia giornata pesante e mi avvio alla mia settimana altrettanto pesante!!
Notte!

sabato, ottobre 14, 2006

Il mio primo post



Eccomi qua! Per la prima volta su questi schermi...non come uditrice ma come...autrice? Non lo so, vedremo...io sono così, sempre sul confuso cronico, ma sempre, o quasi sempre piuttosto felice di esserci!