Quando la carta non ha valore

Strano, ma sempre più comune, affidare i propri pensieri ad un monitor piuttosto che ad un diario. La situazione è sempre la stessa la radio accesa, io poggiata sul mio letto soffice o sulla scrivania, tanti pensieri per la testa da scrivere...ma senza penna nè carta. Come cambia tutto e come lo fa rapidamente. Tutto avanza verso il futuro e la tecnologia, ma certe cose non cambiano mai...la voglia di esprimersi, di condividere sensazioni ed esperienze, la necessità di essere circondati da ciò che conta più di ogni altra cosa, amici, persone, sentimenti veri, reali e sinceri. Nessun contratto o firma può sancire qualcosa che non ha bisogno di essere sancita...eppure ci addanniamo tanto per avere un "pezzo di carta" in più nel nostro curriculum, nella nostra vita. Quanti fogli scritti tra di noi, amica mia, e non sarebbero mai bastati per dirci tutto quello che sappiamo di noi, senza essercelo mai detto...e lo stesso vale per te, amore mio. Più parliamo e più creiamo confusioni, meglio stare zitti ad ascoltarci.
Lasciamo le regole scritte per chi non sa farne a meno, accartocciamo il buonsenso comune, libriamoci sulle nostre ali. Non è un conto che se non torna deve rovinarci la vita, non è un pezzo di carta a darci sicurezza o valore. L'inchiostro indelebile siamo noi con le nostre possibilità e coi nostri sogni, che importa se da qualche parte sta scritto che siamo fuori le regole, che non rientramo nella maggioranza. La carta si brucia facilmente e noi possiamo essere ciò che le da fuoco. Perchè essere carta quando si può essere fuoco?

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