grandi sogni - piccola testa, peccato!

Dormire pensare sognare pur essendo svegli, avere mille sogni e mille idee per la testa senza riuscire a concretizzarli perchè troppo grandi, perchè troppo evanescenti. Eppure avere la risposta dentro come un martello che ti schiaccia chiodi ovunque a ricordarti quello per cui sei nata, quello per cui val la pena vivere e forse anche morire.
A volte temo che questa irrequietezza non si plachi mai e mi chiedo come fanno le persone comuni...quelle che hanno fatto tutto al momento giusto, che hanno fatto figli, hanno vinto concorsi e si sono laureate nei tempi giusti, quelli che non hanno mai fatto i conti con l'imperfezione delle cose, con la coda per il numeretto per la propria carta d'identità, per il proprio futuro, quello che gli sarebbe spettato senza doverlo cedere a nessuno. Forse dipende da dove si cresce, chi cresce su un muretto di periferia è abituato a vedere le cose piccole, come quelle scritte che lasci su quel muretto. Chi cresce in una casa grande, in una macchina grande e più cresce e più si vede arrivare, pur senza aver fatto niente per meritarle, cose grandi, deve avere come unica convinzione che tutto arrivi facilmente senza fare niente per meritarlo. E la maggior parte di quelli che vincono i concorsi che faccio io sono così...non tutti certo, ma la maggior parte. E non puoi neanche prendertela con loro, tu fai a botte per prendere il numeretto e loro percorrono la via preferenziale di chi non conosce neanche la macchina che da i numeretti...che buffo! E pensare che la vita ti accade anche mentre aspetti quel numeretto, mentre osservi la tenacia di una vecchia che a mala pena sta in piedi o il volto stupito di uno straniero che non comprende la realtà che lo circonda, schiacciandolo.
Non so se sono io a perdere più occasioni di vivere mentre faccio la fila oppure loro che la fila non l'hanno mai dovuta fare.

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